Strage a Nizza, camion e spari sulla folla. Circa 84 morti

Stava terminando la festa per il 14 luglio lungo la Promenade des Anglais quando l’attentatore è entrato in azione. Più di cento i feriti. Ucciso il conducente del mezzo di origine tunisina ma residente a Nizza. Aveva 31 anni. Caccia a complici. Hollande prolunga stato d’emergenza di altri tre mesi e richiama i riservisti. Polizia: “Possibili attacchi con veicoli e autobomba”
PARIGI – Gli spari che si confondono con i fuochi di artificio, le urla coperte dalle musiche dello spettacolo. È stato un 14 luglio di sangue per Nizza e per la Francia costato almeno 84 morti e un centinaio di feriti di cui 18 in condizioni gravissime. Almeno 54 bambini sono ricoverati all’ospedale Lenval.

La folla stava assistendo ai fuochi di artificio sulla Promenade des Anglais, il viale sul lungomare di Nizza. Alle 22:30 un camion si è lanciato sul pubblico riunito per la festa nazionale del 14 luglio. I testimoni raccontano di alcuni colpi di fuoco sparati dalla Polizia per fermare il camion nella sua corsa folle, lunga ben due chilometri, proprio in quel momento stavano esplodendo in cielo i bengala che festeggiano la presa della Bastiglia.

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Il killer alla guida del camion era un franco tunisino di 31 anni che è stato infine “neutralizzato da un uomo e due poliziotti”, ha detto ore dopo l’attacco Eric Ciotti, presidente del Dipartimento delle Alpi Marittime, a France Info. Uno dei due poliziotti è una donna. “Una persona è saltata sul camion per tentare di fermarlo – ha spiegato Ciotti -. Così la polizia è stata in grado di neutralizzare questo terrorista. Non dimenticherò mai il viso di questa poliziotta che ha intercettato il killer”.nizza

David Gilmour a Pompei: 7 & 8 Luglio.

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Presente chi è nato nell’anno in cui fu scritta “Wish You Were Here” (Vorrei che tu fossi qui), il 1975. E c’è chi è nato appena vent’anni fa. Nell’Anfiteatro degli Scavi di Pompei, la storia si prende la rivincita sui ricordi. Sul palco, David Gilmour – appena nominato cittadino onorario della cittadina vesuviana – torna a inventare magie rock a 45 anni di lontananza da quell’ottobre 1971, quando Adrian Maben diresse il rockumentary “Live at Pompeii”. Alle 21 in punto del 7 luglio l’avvio del concerto, replica l’8.
Adesso Gilmour – senza i compagni dell’epoca: Roger Waters, Nick Mason e Richard Wright – risplende in autonomia arpeggiando la languida ed epilettica chitarra Stratocaster. Ad accompagnarlo, la formazione che include Guy Pratt (basso), Steve DiStanislao (batteria), Chuk Leavell (tastiere), Greg Phillinganes (tastiere), Chester Kamen (chitarra) e Bryan Chambers, Louise Marsden e Lucita Jules (alle voci). Inizia così, il suo concerto. Per la prima volta, nello spazio delle rovine, c’è il pubblico ad ascoltare un musicista rock. Probabilmente l’evento – esclusa la replica dell’8 luglio, start nuovamente alle 21 – non si ripeterà più.
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Duemilacinquecento facce luminose sono in stato di ipnosi, l’apocalisse della bellezza, un incanto, mentre l’ex Pink Floyd esegue le note di “5 a. m.” e “Rattle that Rock” (disco a cui si ispira il tour, esaltando la sua tecnica di bending. E quando mette a riposo lo strumento elettrico per raccogliere quello acustico e interpretare “…What have we found? The same old fears. Wish you were here” (Cosa abbiamo trovato? Le stesse vecchie paure. Vorrei che tu fossi qui) il rito è compiuto. Lo stupore si impossessa dei fan, storditi dalla bellezza di un suono che è contemporaneamente rock, letteratura, viaggio, poesia, cinema.
Gilmour imbastisce un’altalena tra i titoli delle sue opere soliste e l’antologia psichedelica dei Floyd. Si mescolano l’un l’altre “What Do You Want From Me”, “In Any Tongue” e “Money”, “One of These Days” (la sigla della trasmissione sportiva “Dribbling”) e “The Girl in the Yellow Dress”. Con la slide guitar ecco “The Great Gig in the Sky”. Al termine, Gilmour dice in italiano: “Grazie mille”. Applausi. Con “High Hopes” finisce il primo tempo.
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“Shine On You Crazy Diamond”, elegia per Syd Barrett (morto dieci anni fa), fondatore dei Pink Floyd, è uno shock a cielo aperto. Mentre la regia luci produce una stupefacente creazione scenografica che si intreccia alle stelle. Sull’anello superiore dell’Anfiteatro ogni faro viene manovrato da un addetto. Manualmente. E sposa i giochi di luce che coprono l’intero sito. Un’unica trama che fa il paio con il cerchio in palcoscenico e il relativo semicerchio invisibile che ogni volta accoglie proiezioni audaci e imprevedibili, e sintetizza la ricerca esoterica e primitiva della band londinese. La sua eredità ancora attuale
“Suonare sotto al Vesuvio mi fa sentire protetto e il rock mi mantiene giovane ancora oggi”, ci aveva detto Gilmour due giorni fa. Il suo rock da pace e energia a chiunque. C’è chi desidera “Breathe”, respirare soavemente, e si accontenta di “Sorrow”. E poi, in dedica a chi forse ha perduto le sue emozioni più essenziali e feroci, si abbandona in una esecuzione stellare di “Comfortably Numb”.

Fonte: Repubblica.it

Italia-Spagna 2-0, Chiellini e Pellè stendono le Furie rosse

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PARIGI – L’Italia va oltre la ragione, come richiestole da Conte, e confeziona un’impresa da tramandare ai posteri. Dopo 8 anni di umiliazioni, si prende la rivincita nei confronti della Spagna e la estromette da Euro 2016. Erano 12 anni che gli iberici non perdevano in una fase finale dell’Europeo, loro terreno di conquista dal 2008. Una vittoria, insomma, memorabile che lancia gli azzurri ai quarti. L’asticella si alza: sabato a Bordeaux troveremo ad aspettarci i campioni del mondo della Germania. Ma questa Italia non ha paura di nessuno. Andremo a giocarcela, statene certi.

RIPETUTA LA GARA CON IL BELGIO – L’Italia ha ripetuto in fotocopia la partita perfetta confezionata contro il Belgio. Si è adattata all’avversario, gli ha impedito a lungo di giocare e ha cinicamente colpito con un gol per tempo, prima di Chiellini, bravo a farsi trovare al punto giusto nel momento giusto, dopo una punizione di Eder respinta da De Gea, e poi ha chiuso i conti nel finale con Pellè, implacabile nel girare in rete un cross di Darmian.
UN DE ROSSI FORMATO MUNDIAL – Bravo Conte, che ha reso sterile il temuto tiki-taka spagnolo, ma bravi soprattutto gli azzurri che mai, neppure nel concitato finale, si sono fatti prendere dal panico. Al di là della difesa, sempre impeccabile, un plauso particolare stavolta meritano De Rossi, per un’ora leader incontrastato del centrocampo come non si vedeva da tempo, De Sciglio, stantuffo instancabile sulla fascia sinistra, Eder, costante spinta nel fianco per la difesa spagnola, e infine Giaccherini, uomo tuttofare cha ha rappresentato l’arma in più per le ripartenze azzurre.

CONTE CON FLORENZI A DESTRA – Il ct azzurro alla fine è andato sul sicuro: ha riproposto la formazione titolare con l’unica novità di Florenzi, piazzato a destra al posto dell’indisponibile Candreva. A sinistra, invece, ha piazzato De Sciglio, preferito a Darmian, bocciato dopo l’opaco primo tempo con il Belgio. Ancor più scontato Del Bosque che, ancora una volta, ha riproposto la stessa squadra vista all’opera anche nella sconfitta con la Croazia con Nolito confermato nel tridente d’attacco al canto di Silva e Morata
DE GEA SALVA LA SPAGNA – L’Italia è partita benissimo: ha pressato alto e tenuto strette le linee, impedendo alla Spagna di attuare il suo classico possesso palla. La formazione di Del Bosque è apparsa sorpresa e per poco non è subito capitolata: De Gea l’ha salvata su un colpo di testa di Pellè e poi deviando sul palo una rovesciata di Giaccherini, giudicata irregolare da Cakir che l’ha cancellata fischiando un inesistente gioco pericoloso.

CHIELLINI PORTA L’ITALIA IN VANTAGGIO – Puntuale nell’intercettare le linee di passaggio, specialmente annullando la mente Iniesta, l’Italia è stata ancora più brava in ripartenza. Così facendo si è procurata l’azione per sbloccare il risultato. Una verticalizzazione per Pellè al 31′ è stata fermata fallosamente al limite da Ramos. Sul punto di battuta è andato Eder che ha impegnato a terra De Gea. Sulla respinta è piombato Giaccherini che, vincendo il rimpallo col portiere spagnolo, ha deviato involontariamente il pallone verso Chiellini, lesto a insaccare a porta vuota.

GIACCHERINI ED EDER SFIORANO IL 2-0 – La Spagna si è installata nella metà campo avversaria ma gli azzurri sono stati bravissimi a non farsi schiacciare. E nel finale di tempo hanno addirittura sfiorato il 2-0 con un gran destro di Giaccherini, alzato oltre la traversa da De Gea. Nella ripresa l’Italia è ripartita con identica determinazione ma ha ancora fallito il raddoppio con Eder, lanciato solo verso la porta.
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Italia-Spagna la puntata integrale di Eurozona
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PARIGI – L’Italia va oltre la ragione, come richiestole da Conte, e confeziona un’impresa da tramandare ai posteri. Dopo 8 anni di umiliazioni, si prende la rivincita nei confronti della Spagna e la estromette da Euro 2016. Erano 12 anni che gli iberici non perdevano in una fase finale dell’Europeo, loro terreno di conquista dal 2008. Una vittoria, insomma, memorabile che lancia gli azzurri ai quarti. L’asticella si alza: sabato a Bordeaux troveremo ad aspettarci i campioni del mondo della Germania. Ma questa Italia non ha paura di nessuno. Andremo a giocarcela, statene certi.

RIPETUTA LA GARA CON IL BELGIO – L’Italia ha ripetuto in fotocopia la partita perfetta confezionata contro il Belgio. Si è adattata all’avversario, gli ha impedito a lungo di giocare e ha cinicamente colpito con un gol per tempo, prima di Chiellini, bravo a farsi trovare al punto giusto nel momento giusto, dopo una punizione di Eder respinta da De Gea, e poi ha chiuso i conti nel finale con Pellè, implacabile nel girare in rete un cross di Darmian.
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UN DE ROSSI FORMATO MUNDIAL – Bravo Conte, che ha reso sterile il temuto tiki-taka spagnolo, ma bravi soprattutto gli azzurri che mai, neppure nel concitato finale, si sono fatti prendere dal panico. Al di là della difesa, sempre impeccabile, un plauso particolare stavolta meritano De Rossi, per un’ora leader incontrastato del centrocampo come non si vedeva da tempo, De Sciglio, stantuffo instancabile sulla fascia sinistra, Eder, costante spinta nel fianco per la difesa spagnola, e infine Giaccherini, uomo tuttofare cha ha rappresentato l’arma in più per le ripartenze azzurre.

CONTE CON FLORENZI A DESTRA – Il ct azzurro alla fine è andato sul sicuro: ha riproposto la formazione titolare con l’unica novità di Florenzi, piazzato a destra al posto dell’indisponibile Candreva. A sinistra, invece, ha piazzato De Sciglio, preferito a Darmian, bocciato dopo l’opaco primo tempo con il Belgio. Ancor più scontato Del Bosque che, ancora una volta, ha riproposto la stessa squadra vista all’opera anche nella sconfitta con la Croazia con Nolito confermato nel tridente d’attacco al canto di Silva e Morata.
Italia-Spagna, segna Pellè e Conte si scatena: si arrampica sulla panchina per esultare

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DE GEA SALVA LA SPAGNA – L’Italia è partita benissimo: ha pressato alto e tenuto strette le linee, impedendo alla Spagna di attuare il suo classico possesso palla. La formazione di Del Bosque è apparsa sorpresa e per poco non è subito capitolata: De Gea l’ha salvata su un colpo di testa di Pellè e poi deviando sul palo una rovesciata di Giaccherini, giudicata irregolare da Cakir che l’ha cancellata fischiando un inesistente gioco pericoloso.

CHIELLINI PORTA L’ITALIA IN VANTAGGIO – Puntuale nell’intercettare le linee di passaggio, specialmente annullando la mente Iniesta, l’Italia è stata ancora più brava in ripartenza. Così facendo si è procurata l’azione per sbloccare il risultato. Una verticalizzazione per Pellè al 31′ è stata fermata fallosamente al limite da Ramos. Sul punto di battuta è andato Eder che ha impegnato a terra De Gea. Sulla respinta è piombato Giaccherini che, vincendo il rimpallo col portiere spagnolo, ha deviato involontariamente il pallone verso Chiellini, lesto a insaccare a porta vuota.

GIACCHERINI ED EDER SFIORANO IL 2-0 – La Spagna si è installata nella metà campo avversaria ma gli azzurri sono stati bravissimi a non farsi schiacciare. E nel finale di tempo hanno addirittura sfiorato il 2-0 con un gran destro di Giaccherini, alzato oltre la traversa da De Gea. Nella ripresa l’Italia è ripartita con identica determinazione ma ha ancora fallito il raddoppio con Eder, lanciato solo verso la porta.
Urla, imprecazioni e gioia sfrenata: la partita di Conte
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ENTRA ADURIZ, L’ITALIA NON TREMA – La Spagna, con Aduriz gettato nella mischia al posto di Nolito per aiutare Morata, ha iniziato a far sentire il suo peso in area e ha cominciato a metterci sotto. Anche perché gli azzurri hanno perso una diga fondamentale come De Rossi, costretto a uscire (dentro Motta) per un problema alla coscia sinistra. Le furie rosse hanno iniziato ad alzare palloni in area ma Morata, Aduriz e Ramos non hanno trovato la forza e la precisione per sorprendere di testa un attento Buffon.

BUFFON SALVA IL RISULTATO, PELLE’ CHIUDE I CONTI – Il portierone azzurro ha risposto presente anche a due conclusioni da fuori di Piqué e Iniesta e poi ha compiuto l’intervento più importante della partita al 90′ quando è volato sulla destra per respingere un tocco in scivolata di Piqué, gettatosi all’attacco per disperazione. L’Italia ha tirato un sospiro di sollievo e nel capovolgimento di fronte ha messo al sicuro la qualificazione con Pellè servito in area da Darmian, da poco entrato al posto di Florenzi. Così si va a Bordeaux. Pronti a sfidare la Germania a testa alta.

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Italia (3-5-2): Buffon 7.5, Barzagli 7, Bonucci 7, Chiellini 7.5, Florenzi 6.5 (38′ st Darmian 7) , Parolo 7, De Rossi 8 (8′ st Thiago Motta 6.5), Giaccherini 8, De Sciglio 8, Pelle’ 8, Eder 8 (36′ st Insigne ). (12 Sirigu, 13 Marchetti, 5 Ogbonna, 14 Sturaro, 6 Candreva, 21 Bernardeschi, 22 El Shaarawy, 7 Zaza, 11 Immobile) All.: Conte. Spagna (4-3-3): De Gea 8, Juanfran 6, S. Ramos 5, Piquè 5, Jordi Alba 6, Fabregas 5, Busquets 5, Iniesta 5.5, David Silva 5.5, Morata 5 (24′ st Vazquez 5), Nolito 5 (1′ st Aduriz 5.5, 36′ st Pedro sv). (1 Casillas, 23 Rico, 2 Azpilicueta, 4 Bartra, 12 Bellerin, 17 San Josè, 8 Koke, 14 Thiago Alcantara, 19 Bruno). All.: Del Bosque.
Arbitro: Cakir (Tur) 5.
Reti: nel pt 33′ Chiellini, nel st 47′ Pelle’.
Angoli: 9-5 per la Spagna.
Recupero: 1′ e 4′.
Ammoniti: De Sciglio, Thiago Motta, Pelle’, Silva e Nolito per gioco scorretto, Busquets per proteste.

Cinema, è morto Bud Spencer, il grande buono del cinema italiano

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Insieme a Terence Hill ha scritto momenti diversi e importanti di alcune tra le stagioni più felici della produzione italiana: dalla serie indimenticabile degli ‘Spaghetti western’, all’avventura comica, dal cinema di qualità come un indimenticabile protagonista per Ermanno Olmi, alle produzioni internazionali di intrattenimento
E’ morto oggi pomeriggio l’attore Bud Spencer alias Carlo Pedersoli. Aveva 86 anni. Lo ha annunciato il figlio Giuseppe Pedersoli: “Papà è volato via serenamente alle 18.15. Non ha sofferto, aveva tutti noi accanto e la sua ultima parola è stata ‘grazie”. Era nato a Napoli il 31 ottobre 1929.

Per tutti era il gigante buono che menava sganassoni sempre in coppia con l’amico Terence Hill. L’omone barbuto degli spaghetti western degli anni ’70, quelli che hanno conquistato generazioni di ragazzini innamorati dei due scanzonati protagonisti di Lo chiamavano Trinità. Ma Carlo Pedersoli, classe 1929, per tutti Bud Spencer, morto questa sera in un ospedale romano, è stato in realtà protagonista di una carriera lunga e poliedrica nella quale, accanto ai film più popolari, c’è stato spazio per il thriller (diretto da Dario Argento in Quattro mosche di velluto grigio), per il cinema d’autore con Ermanno Olmi e persino per il dramma di denuncia civile con Torino nera di Carlo Lizzani.
Tante esperienze, tanti successi, e anche un pò di amarezza per non essere abbastanza considerato da quel mondo del cinema in cui era entrato un pò per caso finendo per dedicargli la vita: “In Italia io e Terence Hill semplicemente non esistiamo – si lamentava negli ultimi anni – nonostante la grande popolarità che abbiamo anche oggi tra i bambini e i più giovani. Non ci hanno mai dato un premio, non ci invitano neppure ai festival”.

L’ultima apparizione in tv era stata nel 2010 con “I delitti del cuoco”, fiction di Canale 5. E l’anno scorso era stato festeggiato a Napoli con una medaglia e una targa per la sua lunga carriera che gli aveva consegnato il sindaco De Magistris a Palazzo San Giacomo in nome della sua città.

Insieme o separati, Bud Spencer e Terence Hill hanno scritto momenti diversi e importanti di alcune tra le stagioni più felici della produzione italiana: dalla serie indimenticabile degli ‘Spaghetti western’, all’avventura comica, dal cinema di qualità (Spencer è stato anche un indimenticabile protagonista per Ermanno Olmi), alle produzioni internazionali di intrattenimento. Carlo Pedersoli nasce a Napoli (quartiere Santa Lucia) il 31 ottobre del 1929. Il padre è un uomo d’affari bresciano e il lavoro lo porta lontano dal Golfo quando ha appena 11 anni e tutta la famiglia si trasferisce a Roma nel 1940. Lasciati gli amici di scuola, tra cui Luciano de Crescenzo, il ragazzo si iscrive al liceo e a un corso di nuoto, risultando brillante in entrambi i casi, tanto che arriva all’università, al corso di chimica, ad appena 17 anni.

A guerra finita, però, la famiglia cambia nuovamente città, i Pedersoli finiscono a Rio de Janeiro e Carlo deve abbandonare gli studi. Farà l’operaio, il bibliotecario, il segretario d’ambasciata come nelle leggende delle star americane. Tornato a Roma, può riprendere gli studi ma soprattutto l’attività in piscina dove si segnala presto come un vero asso. Continua anche a studiare (questa volta giurisprudenza, laurea che porterà a buon fine nonostante gli exploit sportivi) e viene notato dal cinema nel pieno della stagione di Hollywood sul Tevere.

Grazie al fisico scultoreo, viene scritturato come comparsa in ‘Quo Vadis?’ e poi finisce sul set di ‘Annibale’ dove non incontra mai il giovane attore Mario Girotti – Terence Hill – che diverrà il suo partner d’eccellenza pochi anni più tardi.
Tocca a Mario Monicelli affidargli il primo, vero ruolo, quello del manesco Nando in ‘Un eroe dei nostri tempi’ (1955). Chiuderà col nuoto dopo i Giochi di Roma del 1960 e tornerà in Sud America per una lunga parentesi lontano dai suoi interessi.

Rientrato in Italia apre una propria società, sposa Maria Amato, figlia del grande produttore Peppino Amato, mette al mondo i primi due figli, scrive canzoni ottenendo un discreto successo. Con il cinema la gavetta è lunga e Bud Spencer conquista il ruolo di protagonista nel western ‘Dio perdona io no’ soltanto nel 1967 grazie a Giuseppe Colizzi.

Prima rifiutato per le richieste economiche, poi arruolato perché risulta il solo adatto alla parte di gigantesco e minaccioso partner del protagonista, Pedersoli incontra qui di nuovo Mario Girotti. I due decideranno, alla fine del film, di cambiare i propri nomi sui manifesti per attrarre il pubblico e Pedersoli sceglierà il suo in omaggio alla birra Bud e all’adorato Spencer Tracy. Il successo del film è più che lusinghiero, ma sarà l’episodio successivo, ‘Lo chiamavano Trinità’ (E.B. Clucher, 1970) a consacrare il successo personale del duo. Un vero e proprio colpo di fulmine con il pubblico che si ripeterà, infallibile, per altre 16 volte in tutto.

Il cliché del personaggio è sempre lo stesso e Spencer lo riutilizzerà anche da solo: cow boy o investigatore (la serie di Steno ‘Piedone lo sbirro’), avventuriero o buon padre di famiglia, Bud Spencer mette perfino a punto un tipo di pugno a martello che lo renderà inconfondibile. Un gigante dal cuor d’oro che picchia duro, sorride sempre come un bambino, si gode la vita e offre la sua privata giudizia a chi ha subito torti.

fonte Repubblica.it

Pat Metheny in concerto all’Arena Flegrea

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Pat Metheny, il grande chitarrista statunitense, dopo sei anni di assenza torna a Napoli per esibirsi in concerto all’Arena Flegrea in occasione dell’Arena in Jazz il 12 luglio 2016. Una grande manifestazione che vedrà quattro grandi artisti del jazz salire sul palco. In progrmma, infatti, anche Diana Krall , Chick Corea e Rufus Wainwright.

Pat Metheny torna ad esibirsi a Napoli per sentire il calore del suo pubblico che tanto lo ha amato quando nel lontano 1995 lo vide suonare al fianco del grande maestro Pino Daniele durante il suo tour.

L’artista non sarà solo ma duetterà con Ron Carter, una grande icona del contrabbasso jazz, con il quale ha condiviso il palcoscenico del Detroit Jazz Festival ottenendo un successo strepitoso. Sono stati proprio i commenti positivi della critica e l’acclamazione del pubblico a convincerli ad intraprendere insieme un mini tour europeo.

Metheny ha voluto organizzare un evento spettacolare e sul palco dell’Arena salirà anche il giovane pianista inglese Gwilym Simcock che da poco è entrato a far parte della band. Non resta che prenotare i biglietti e attendere che la magica atmosfera del jazz ci avvolga tutti.

Informazioni Concerto Pat Metheny & Ron Carter
Quando: 12 luglio 2016
Dove: all’Arena Flegrea, via J. F. Kennedy, n. 54 (Na)
Costo biglietto in prevendita:

cavea bassa € 45,00
cavea alta € 35,00
cavea panoramica € 30,00
Orario: apertura porte alle 19.00 | inizio concerto alle 21:15

David Gilmour – Live 2016

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David Gilmour si esibirà per la sua prima volta al Circo Massimo di Roma che per l’occasione sarà allestito a teatro, come evento speciale del Postepay Rock in Roma.

Dopo l’annuncio delle date di Verona e Pompei, Il “Rattle That Lock World Tour” si arricchisce dunque di due show romani che entreranno nella storia come concerti rock con posti a sedere in venue storiche.

David Gilmour ama suonare in venue storiche ed ama dare ai fan l’opportunità di vederlo dal vivo in contesti spettacolari. Il Circo Massimo di Roma è stato costruito nel VI sec. A.C. e veniva utilizzato come ippodromo per le corse dei cavalli. Oggi è un grande parco pubblico, utilizzato anche per concerti.

Le date:

2 e 3 luglio Roma, Circo Massimo – Postepay Rock In Roma
7 e 8 luglio Pompei, Anfiteatro Scavi di Pompei
10 e 11 luglio Verona, Arena

La prevendita dei biglietti per le date di Pompei è attiva esclusivamente online su TicketOne.it (non saranno disponibili biglietti nei punti vendita) con le seguenti limitazioni: massimo 2 per persona e solo per uno dei due spettacoli.
Il ritiro avverrà esclusivamente sul luogo dell’evento il giorno stesso dello show presentando ricevuta di acquisto, carta di credito e documento d’identità (non saranno accettate deleghe o fotocopie). A tutti coloro che hanno acquistato il biglietto sarà chiesto di indossare un braccialetto che verrà consegnato all’atto del ritiro del biglietto stesso. Nel caso dell’acquisto di 2 biglietti con un’unica carta di credito è necessario che il ritiro avvenga alla presenza di entrambi i titolari per procedere all’applicazione dei braccialetti da parte del personale di servizio.
Il braccialetto e il biglietto saranno necessari per l’ingresso al concerto. L’ingresso con il solo biglietto non verrà consentito. Si prega quindi di presentarsi con largo anticipo rispetto all’orario di inizio per la procedura di ritiro.

Data di Roma

Sito Ufficiale Postepay Rock in Roma
Organizzazione The-Base
The-Base s.r.l.
Viale Europa, 55
00144, Roma
Sito Ufficiale The-Base

Date di Verona
Organizzazione Live Nation
Live Nation Italia
Via Pietrasanta 14
20141, Milano
www.livenation.it

Date di Pompei
Organizzazione D’Alessandro e Galli
DI and GI s.r.l.
Via dei Girasoli 30
55041, Lido di Camaiore (Lu)
www.dalessandroegalli.com

Sito Ufficiale David Gilmour

Marco Mengoni – Live 2016

marco-mengoni-biglietti-3Da novembre al via il tour tra Europa e Italia. A grande richiesta raddoppia Milano.
#MENGONILIVE2016 segue il grande successo de LE COSE CHE NON HO, il disco di inediti di Marco Mengoni uscito il 4 dicembre già certificato triplo disco di platino.

La seconda parte del tour partirà dall’Italia, e dopo la prima tappa al Palabam di Mantova il 12 novembre e proseguirà nel nostro paese fino al 6 dicembre, data del concerto di Francoforte, per poi arrivare a Bruxelles, Amsterdam, Parigi, Città di Lussemburgo, Zurigo, Colonia, Vienna e Varsavia.
L’annuncio di questo incredibile calendario europeo conferma il momento d’oro di Mengoni che si dimostra un successo non più solo italiano.

Il 25 maggio infatti, il cantautore terrà il suo primo concerto in Spagna, a Madrid, che segue la pubblicazione di LIBERANDO PALABRAS (Sony Music), il secondo album di Marco pubblicato per il mercato iberico contenente i 10 brani, tradotti in spagnolo, del fortunatissimo album PAROLE IN CIRCOLO certificato triplo platino.

La nuova data:
17 novembre Assago (Mi), Mediolanum Forum
Le altre date:
12 novembre Mantova, Palabam
16 novembre Assago (Mi), Mediolanum Forum
20 novembre Rimini, 105Stadium
22 novembre Padova, Kioene Arena
23 novembre Torino, Pala Alpitour
25 novembre Roma, Palalottomatica
28 novembre Caserta, Palamaggiò
30 novembre Reggio Calabria, Palacalafiore
2 dicembre Ancona, Palaprometeo Estra
4 dicembre Bolzano, Palaonda