Italia Spagna 1-1, reti di Vitolo e De Rossi su rigore.L’Italia subisce il dominio spagnolo nel primo tempo, poi reagisce nella ripresa

Italia e Spagna hanno pareggiato 1-1 a Torino in un partita di qualificazione ai Mondiali 2018.

82′: Italia-Spagna 1-1, pareggio di De Rossi su rigore, concesso per fallo di Sergio Ramos su Eder

60′: Immobile al posto di Pelle’

55′: Italia-Spagna 0-1, Buffon sbaglia un intervento al limite dell’area e consente a Vitolo di mettere comodamente in rete

Italia-Spagna 0-0 alla fine del primo tempo, dominio spagnolo

30′: esce Montolivo infortunato, al suo posto Bonaventura
“Abbiamo avuto un inizio psicologicamente difficile, eravamo bloccati. La Spagna ha tenuto il possesso ma Buffon non ha dovuto fare grandi parate. Comunque il risultato mi sta bene tenendo conto che avevamo di fronte la Spagna e i nostri acciacchi, ma soprattutto un’ottima risposta”. Cosi’ il ct dell’Italia, Giampiero Ventura, dopo l’1-1 con la Spagna a Torino. “Se vogliamo possiamo essere protagonisti, possiamo dare fastidio a tutti”, ha sottolineato ai microfoni della Rai.

“L’errore di Buffon sul gol della Spagna non lo commento neanche: è giusto che anche il portiere piu’ forte della storia ogni tanto sbagli, altrimenti sarebbe una macchina…peccato solo che non lo faccia quando gioca contro di me”: parole di Daniele De Rossi, autore del pari Italia con la Spagna su rigore, a proposito della papera di Buffon. “Nel primo tempo siamo stati troppo passivi, nel secondo ci e’ stata la reazione – le sue parole a Rai1 – Dobbiamo fare passi avanti. Ma l’unità di cui tanto si e’ parlato all’Europeo questa nazionale ce l’ha ancora. E’ un bel segnale”. “Nel primo tempo la partita era abbastanza compromessa – ha aggiunto De Rossi, a Sky – Poi ci abbiamo messo quel pizzico di ferocia che serviva. E se nel secondo tempo Immobile, su un altro fallo, si butta, finisce pure che vinciamo. E sarebbe stata una rapina a mano armata…”. De Rossi ha anche stigmatizzato il gesto di Pellè, che una volta sostituito si e’ rifiutato di stringere la mano al ct. “Non l’avevo visto, pensavamo a dirgli di sbrigarsi a uscire che dovevamo cercare il pari. Ma è un gesto contrario allo spirito di questa squadra, fondata sui principi di correttezza. Glielo dirà Ventura – ha concluso De Rossi – glielo diremo noi. Detto questo, Pellè e’ un bravo ragazzo, e una volta puo’ succedere”

‘Buffonada’. Cosi’ As, il giornale spagnolo, ribattezza l’errore del portiere azzurro che ha dato alla nazionale iberica l’iniziale vantaggio nella sfida di qualificazione ai Mondiali di Torino. “E’ stato l’errore piu’ clamoroso della sua lunga carriera”, sentenzia As, che per il resto sul suo sito parla di ‘sinfonia incompiuta della Spagna’ a Torino.

In gruppo Italia Albania sola in testa – Albania in vetta da sola al gruppo G, quello dell’Italia, dopo due partite delle qualificazioni europee ai Mondiali di calcio del 2018. La squadra di De Biasi ha vinto 2-0 in Lichtenstein grazie ad un autogol di Jehle e ad una rete di Balaj, portandosi a quota 6, a punteggio pieno. Precede gli azzurri e la Spagna, appaiate a quattro punti Stasera era in programma anche Macedonia-Israele, incontro vinto 2-1 dagli israeliani con le reti di Hemed e Ben Haim per gli ospiti e Nestorovski per i macedoni.

“Non sono sorpreso del risultato, l’Italia è l’Italia. Nel primo tempo abbiamo giocato davvero bene, nella ripresa meno ma i miei giocatori sono stati condizionati dal fatto che c’erano tre ammoniti”. Lo ha detto il ct della Spagna, Lopetegui, ai microfoni della Rai dopo l’1-1 a Torino. “Il pari qui un vantaggio per noi? No, non lo è. Il vantaggio è recuperare bene per la prossima partita”.

Non c’è il logo di Intralot, la concessionaria di giochi nuovo sponsor ‘premium’ della nazionale, tra quelli che stanno scorrendo sui cartelloni pubblicitari a bordo campo dello Juve Stadium di Torino, per Italia-Spagna. E’ evidentemente una conseguenza delle polemiche suscitate dall’annuncio dell’accordo. L’intesa infatti, come ha precisto la Figc, non prevede l’uso del logo su maglie e tute nè delle immagini dei giocatori, ma la cartellonistica sì. L’assenza della pubblicità Intralot dalla partita di stasera lascia pensare a una pausa di riflessione sull’argomento da parte della federazione.

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Grillo-Raggi, ordigno in casa collaboratore Giunta Lo annunciano in un post sul Blog. ‘Diamo fastidio a qualcuno’

ROMA – La Procura di Roma ha aperto un’inchiesta per fare luce sull’innesco di un ordigno trovato davanti l’abitazione di uno degli avvocati del vicesindaco di Roma. Per venerdi’ è prevista una prima relazione degli investigatori sul tavolo degli inquirenti di Piazzale Clodio.

Il collaboratore della Giunta M5s di Roma davanti alla cui abitazione ieri sera è stato trovato l’innesco di un ordigno è uno degli avvocati del vicesindaco Daniele Frongia. Si indaga per capire se l’avvertimento era diretto alla sua attività, politica e lavorativa, oppure in maniera indiretta all’azione della amministrazione capitolina.

Un piccolo involucro da cui fuoriuscivano fili e con dentro tre batterie chiuse, ma senza polvere esplosiva. E’ quanto sarebbe stato trovato ieri sera sotto l’abitazione di un collaboratore dello staff del vicesindaco di Roma Daniele Frongia nel quartiere Salario. Sulla vicenda sono in corso indagini della Digos. Il collaboratore del vicesindaco è un avvocato e si occupa anche di concessioni per impianti sportivi.
Lo annuncia un post sul blog di Beppe Grillo a firma del leader dei 5Stelle e della sindaca di Roma Virginia Raggi. ‘Si tratta di un messaggio che le forze dell’ordine, alle quali va un ringraziamento per il lavoro svolto con serietà e discrezione, hanno valutato come un atto intimidatorio. Diamo fastidio a qualcuno’, si legge nel post, dal titolo ‘Un ordigno non ci fermerà’.

Secondo quanto si apprende, destinatario dell’ordigno, è un collaboratore del vicesindaco Daniele Frongia. “Nessuno deve restare indietro, nessuno deve rimanere solo. Lo abbiamo detto sempre e lo diciamo con più forza oggi perché uno di noi, un cittadino, un collaboratore della giunta M5S di Roma, è stato oggetto di una minaccia inaccettabile in un Paese civile”, scrivono Grillo e Raggi. “Le indagini sono in corso e non vogliamo disturbare chi se ne sta occupando in queste ore. Siamo pronti a collaborare con le forze dell’ordine e chiediamo al ministero dell’Interno di intervenire quanto prima. Intanto, però, non dobbiamo lasciarci spaventare. Dobbiamo fare quadrato attorno a chi di noi viene attaccato – conclude il post – perché siamo una comunità unita che affronta i problemi insieme. Nessuno deve essere lasciato solo. Questo è il momento di dimostrarlo. I cittadini ci stiano vicino”.

“Un ordigno non ci fermerà”, scrive su twitter la sindaca di Roma Virgina Raggi, riprendendo il titolo del posto pubblicato insieme Beppe Grillo sul blog, dove si legge che “un collaboratore della giunta M5S di Roma, è stato oggetto di una minaccia inaccettabile in un Paese civile: il ritrovamento dell’innesco di un ordigno nella sua abitazione a Roma”

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Boom di italiani che vanno all’estero, in 107mila nel 2015: + 6,2% Sono in maggioranza giovani provenienti. La metà preferita è la Germania. Le regioni con maggiore emigrazione Lombardia e Veneto

Sono 107.529 i connazionali espatriati nel 2015. Rispetto all’anno precedente a iscriversi all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (Aire) sono state 6.232 persone in più, per un incremento del 6,2%. Hanno fatto le valige soprattutto i giovani tra i 18 e i 34 anni (39.410, il 36,7%); la meta preferita è stata la Germania (16.568), mentre Lombardia (20.088) e Veneto (10.374) sono le principali regioni di emigrazione. Lo rileva il rapporto “Italiani nel mondo 2016” presentato oggi a Roma dalla Fondazione Migrantes. “I giovani devono poter tornare”, è il monito del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Nel 2015 le iscrizioni all’Aire sono state in tutto 189.699. Più della metà, 107.529, per espatrio. Il 69,2% di coloro che hanno fatto le valige (quasi 75 mila persone) si è trasferito in Europa.

In calo le partenze per l’America meridionale (-14,9% in un anno), mentre rimangono stabili quelle per l’America centro-settentrionale; 352 connazionali hanno scelto le altre aree continentali. I maschi espatriati sono oltre 60 mila (56,1%), i celibi e le nubili il 60,2%. La fascia 18-34 anni, quella dei Millennianls, è la più rappresentativa (36,7%).

I giovani hanno una mobilità “in itinere”, che – osserva il rapporto – “può modificarsi continuamente perché non si basa su un progetto migratorio già determinato ma su continue e sempre nuove opportunità incontrate”. Seguono i 35-49enni (25,8%). I minori sono il 20,7% (di cui 13.807 mila hanno meno di 10 anni) mentre il 6,2% ha più di 65 anni (di questi 637 hanno più di 85 anni e 1.999 sono tra i 75 e gli 84 anni). Tutte le classi di età hanno registrato un aumento delle partenze rispetto al 2014 tranne gli over 65 anni (da 7.205 a 6.572). “Pur restando indiscutibilmente primaria l’origine meridionale dei flussi – si legge nel rapporto – si sta progressivamente assistendo a un abbassamento dei valori percentuali del Sud a favore di quelli del Nord del Paese”.

La Lombardia, con 20.088 partenze, è la prima regione in valore assoluto per partenze, seguita dal Veneto (10.374) che fa scendere la Sicilia (9.823) alla terza posizione (era seconda nel 2014). Al quarto posto il Lazio (8.436) e ancora Piemonte (8.199) ed Emilia Romagna (7.644). Nel 2015 la Germania (16.568) è la meta preferita dagli italiani andati oltreconfine, a seguire, con una minima differenza, il Regno Unito (16.503) e poi, più distaccate, la Svizzera (11.441) e la Francia (10.728).

Mattarella, italiani all’estero talvolta segno di impoverimento – “Oggi il fenomeno degli italiani migranti ha caratteristiche e motivazioni diverse rispetto al passato. Riguarda fasce d’età e categorie sociali differenti. I flussi tuttavia non si sono fermati e, talvolta, rappresentano un segno di impoverimento piuttosto che una libera scelta ispirata alla circolazione dei saperi e delle esperienze”. Lo scrive il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio a monsignor Giancarlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes. “La mobilità dei giovani italiani verso altri Paesi dell’Europa e del mondo – ha detto Mattarella – è una grande opportunità, che dobbiamo favorire, e anzi rendere sempre più proficua. Che le porte siano aperte è condizione di sviluppo, di cooperazione, di pace, di giustizia. Dobbiamo fare in modo che ci sia equilibrio e circolarità. I nostri giovani devono poter andare liberamente all’estero, così come devono poter tornare a lavorare in Italia, se lo desiderano, e riportare nella nostra società le conoscenze e le professionalità maturate”.

Renzi, creiamo clima per farli tornare – “La notizia mi ha fatto male ed è per questo che dobbiamo rendere il Paese più semplice. I ragazzi che vogliono andarsene hanno tutto il diritto di farlo, noi dobbiamo creare un clima che permetta loro di tornare”. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi commenta così il rapporto della Fondazione Migrantes sugli Italiani nel mondo. “Lo scambio europeo è fisiologico – aggiunge intervistato da Gramellini – ma siamo ancora poco attrattivi. Bisogna creare occasioni d’innovazione, ricchezza. Mi fanno paura la rassegnazione, la mancanza di entusiasmo, di grinta”.

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Ilva: +24 di bimbi malati a Taranto Risultati dell’indagine epidemiologica disposta dalla Regione Puglia

Tra i bambini di età compresa tra 0-14 anni residenti a Taranto, “si sono osservati eccessi importanti per le patologie respiratorie: in particolare tra i bambini residenti al quartiere Tamburi si osserva un eccesso di ricoveri pari al 24%”; una percentuale che sale “al 26% tra i bambini residenti al quartiere Paolo VI”. Sono alcuni dati contenuti nel rapporto secondo cui “c’è relazione causa-effetto tra emissioni industriali e danno sanitario”, in cui si illustrano i risultati dell’indagine epidemiologica condotta per valutare l’effetto delle sostanze tossiche di origine industriale emesse dal complesso Ilva sulla salute dei residenti.

Lo studio è stato realizzato nell’ambito delle attività del Centro Salute e Ambiente della Regione Puglia, in collaborazione con il dipartimento di Epidemiologia del Servizio sanitario regionale del Lazio, della Asl di Taranto, di Arpa Puglia e di Ares Puglia.

Alla presentazione, a Bari, è intervenuto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, il quale ha precisato che “oggi abbiamo una riunione straordinaria di giunta nella quale dovremo valutare se impugnare davanti alla Corte Costituzionale l’ultimo decreto Ilva. Questa giornata comincia con l’esame dei dati e prosegue con la valutazione tecnico-giuridica sulla eventuale lesione delle attribuzioni della Regione Puglia a seguito di questo decreto”. La coorte in studio è costituita dalle 321.356 persone residenti tra il 1 gennaio 1998 ed il 31 dicembre 2010 nei comuni di Taranto, Massafra e Statte. Tutti i soggetti sono stati seguiti fino al 31 dicembre 2014, ovvero fino alla data di morte o di emigrazione.

Ad ogni individuo, sulla base dell’indirizzo di residenza, sono stati attribuiti gli indicatori della esposizione alla fonte di inquinamento presente nell’area utilizzando i risultati di modelli di dispersione in atmosfera degli inquinanti scelti come traccianti (Pm10 ed So2, ovvero polveri sottili e anidride solforosa). Entrambi gli inquinanti, tra i cittadini più esposti (concentrazione di 10 microgrammi per metro cubo), sono responsabili di nuovi casi di tumore al polmone: +29% causato dalle polveri e +42% dalla anidride solforosa. Lo studio, inoltre, ha evidenziato che l’esposizione alle polveri industriali è responsabile del 4% in più di mortalità. In particolare, l’aumento di mortalità per tumore polmonare è del 5%, mentre la percentuale sale al 10% per infarto del miocardio. Quanto alla mortalità per effetto della anidride solforosa, questa registra un aumento del 9%: in particolare +17% per tumore polmonare, +29% per infarto del miocardio.

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Terremoto: Papa Francesco arrivato ad Amatrice, andrà nella zona rossa – LA DIRETTA

Papa Francesco è arrivato alle 9.10 ad Amatrice. Ha raggiunto la città simbolo del terremoto a bordo di una Golf con i vetri oscurati ed è entrato nella scuola provvisoria realizzata dalla Protezione civile del Trentino per incontrare alunni e insegnanti.

Accompagnato dal vescovo di Rieti mons. Domenico Pompili, il Papa si è recato in visita alle popolazioni vittime del terremoto del 24 agosto.

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In visita in forma strettamente privata, è stato accolto dagli studenti delle elementari e delle medie che gli hanno donato alcuni disegni. Francesco li ha abbracciati e salutati uno ad uno e si è intrattenuto con loro ad ascoltare i racconti dei ragazzi. Dopo la visita alla scuola, dove si è intrattenuto circa 20 minuti con alunni e insegnanti, Papa Francesco ha raggiunto la zona rossa e accompagnato dai vigili del fuoco si è incamminato lungo Corso Umberto I tra le macerie.

Da solo e in silenzio, si è fermato davanti alle macerie per pregare.

“Vi sono vicino e prego per voi”, ha detto il Papa parlando con i terremotati. Lo riferisce un tweet dell’ Osservatore Romano.

“Non sono venuto prima per non creare problemi tenuto conto delle vostre condizioni. Non volevo dare fastidio”, ha detto il Papa ai terremotati di Amatrice secondo quanto riferito dai media vaticani.

Viaggio tra le macerie – IL MAGAZINE

Papa Francesco prosegue il suo viaggio tra i terremotati. Secondo i media vaticani andrà ad Accumoli e poi proseguirà verso le Marche, ad Arquata del Tronto.

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Supervertice al Mef con banchieri-Bankitalia Ci saranno Unicredit, Intesa, Ubi, Acri, Abi e Fondo Atlante

Supervertice riservato al ministero dell’Economia sul sistema bancario italiano. Pier Carlo Padoan ha convocato per stamani un incontro con il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, con i vertici di Unicredit, Intesa e Ubi, con i rappresentanti di Acri, Abi e del Fondo Atlante.

L’incontro, secondo fonti finanziarie, servirà come un momento di riflessione sulle crisi del sistema bancario.

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Sottratti due quadri di Van Gogh a clan camorristi, valore inestimabile Rubati in un museo di fama mondiale. Sequestro patrimoniale ad associazione criminale coinvolta nel traffico internazionale cocaina

Due quadri di Van Gogh, definiti di valore inestimabile, sono tra i beni ritrovati in un’operazione della Guardia di Finanza che ha eseguito a Napoli un sequestro patrimoniale per diverse decine di milioni di euro nei confronti di un’associazione camorristica dedita al traffico internazionale di cocaina. I due dipinti di inestimabile valore erano stati trafugati da un museo di fama mondiale.

Ad eseguire il sequestro è stato Nucleo di Polizia Tributaria di Napoli, nell’ambito di indagini condotte dalla Direzione Distrettuale Antimafia partenopea.

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Truffe anziani, arresti a Napoli-Bologna “Operazione avvoltoio”, carabinieri bloccano un fenomeno odioso

Dalle prime ore di questa mattina i Carabinieri dei comandi provinciali di Bologna e Napoli stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare personale nei confronti di nove persone ritenute membri di un’associazione criminale specializzata nelle truffe a danno di anziani.
Il provvedimento, emesso dal gip del Tribunale di Bologna all’esito di un’indagine condotta dai militari dell’Arma coordinati dalla locale Procura della Repubblica, è in corso d’esecuzione congiuntamente ad una serie di perquisizioni domiciliari, tutte in provincia di Napoli dove risiedono gli autori delle truffe, perpetrate inun fenomeno odioso nei mesi scorsi a Bologna e provincia e in altre città d’Italia.

Nell’ambito dell’indagine, denominata ‘Avvoltoio’, i Carabinieri hanno accertato che il gruppo di criminali aveva un metodo consolidato per raggirare persone anziane e sole: contattavano telefonicamente le vittime e, per carpire la loro buona fede, si spacciavano come avvocati ed assicuratori, paventando il rischio del carcere per un parente dell’anziano, evitabile solo dietro il pagamento immediato di una somma, qualificata per premio assicurativo.
Tra gli altri metodi, usavano presentarsi anche come ‘maresciallo dei Carabinieri’, figura che rassicurava gli anziani e li induceva a cedere alle richieste dei malfattori ad affidare loro denaro o preziosi.

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Referendum il 4 dicembre. Renzi: “La partita è qui ed ora” Renzi aprirà la campagna per il Sì al Referendum il prossimo 29 settembre a Firenze

La data del voto per il referendum costituzionale è il 4 dicembre. La decisione comunicata al termine del consiglio dei Ministri del pomeriggio. Si voterà dalle 7 alle 23. Il premier Matteo Renzi aprirà la campagna per il Sì il prossimo 29 settembre a Firenze. Il presidente del Consiglio, dopo il Cdm scrive nella E News: “La partita è qui ed ora”. Insorgono le opposizioni. Intanto il premier a ”Quinta Colonna” propone un ”patto della lavagna” sulla 14/ma delle pensioni fino a 1.000 euro.
“Non c’è un motivo particolare” alla base della scelta del 4 dicembre come data per il referendum costituzionale. “In ogni caso ci sembra che da qui al 4 dicembre ci sia il tempo per sviluppare e approfondire un confronto tra i cittadini sui contenuti della riforma costituzionale che è il tema chiave: è una scelta che riguarda il funzionamento delle istituzioni”, spiega il sottosegretario Claudio De Vincenti in conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri.

Il testo del quesito: come si vota

Renzi: ‘La partita è qui ed ora’ – “Questa Italia deve cambiare, non può rimanere ostaggio dei soliti noti, della solita palude che ha bloccato la crescita dell’ultimo ventennio”. Ecco perché il referendum “è fondamentale”, afferma Matteo Renzi nella E news. “Vogliamo superare il bicameralismo paritario sì o no? Vogliamo ridurre il numero dei parlamentari si o no? Vogliamo contenere i costi delle istituzioni si o no? Vogliamo cancellare il CNEL si o no? Vogliamo cambiare i rapporti Stato Regioni che tanti conflitti di competenza hanno causato in questi 15 anni si o no?”, afferma il premier. “Vogliamo avere un Paese più stabile e più semplice o vogliamo tornare alle bicamerali D’Alema-Berlusconi o consegnarci a una strana forma di democrazia diretta in cui una srl di Milano controlla la democrazia interna di uno dei più grandi partiti del Paese e si lega ai propri amministratori da contratti privati con tanto di penali da pagare? La partita è tutta qui. Qui e ora. Chi vuole cambiare, ci dia una mano. Come fare è spiegato su www.bastaunsi.it “.

Da Lega a M5s, le opposizioni insorgono – “Il 4 dicembre #iovotono per licenziare Renzi!”, scrive su facebook il leader della Lega Matteo Salvini. Invece Massimo D’Alema, a Ercolano per inaugurare il comitato per il no, commenta: ”Se perde credo che Renzi non se ne andrà. Forse se prende una sveglia sarà un po’ meno arrogante”. ”Questa riforma – aggiunge – toglie alle Regioni poteri e autonomia e istituisce il principio della supremazia dello Stato”. ”In cambio”, ha spiegato, ”offre come contentino al ceto politico regionale il fatto che un certo numero di consiglieri regionali potrà fregiarsi del titolo di senatori e avere l’immunità parlamentare”. M5S attacca: “E’ grave che Renzi abbia scelto la data senza consultarsi con le opposizioni. Ed è altrettanto grave e vergognoso che abbia negato ai cittadini la possibilità di esprimersi su un tema così delicato e importante, facendo un’indegna melina”.

E’ intervenuta anche la Cei, con un appello: “Il Paese – ha ricordato il card.Bagnasco – è atteso per un importante appuntamento, il Referendum sulla Costituzione. Come sempre, quando i cittadini sono chiamati ad esprimersi esercitando la propria sovranità, il nostro invito è di informarsi personalmente, al fine di avere chiari tutti gli elementi di giudizio circa la posta in gioco e le sue durature conseguenze”.

RENZI, ”PATTO LAVAGNA” SU 14/MA E PENSIONI FINO A 1.000 EURO

Migranti: Salvini alla lavagna, smantello bugie di Renzi – “La lavagnetta che aveva il fenomeno la voglio anche io per smontare le sue bugie”: anche Matteo Salvini, ospite a Quinta Colonna su Rete4 subito dopo Matteo Renzi, si è messo alla lavagna per parlare, dati alla mano, di migranti e costi. Il leader leghista munito di pennarello ha tra l’altro sottolineato come “dei 130 mila sbarcati, in 70 mila fanno domanda di asilo e solo a 2853 (il 5%) viene riconosciuto l’asilo politico”. Salvini ha poi ricordato i “4 mila morti che – ha detto- quelli buoni come Renzi, Boldrini e tutti quelli che dicono “venite pure tutti qui” hanno sulla coscienza”. “Se 2853 vedono riconosciuto l’asilo politico – ha concluso – tutti gli altri vanno espulsi”.

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Compie 25 anni Nevermind, la rivoluzione dei Nirvana

Compie 25 anni “Nevermind” dei Nirvana, disco rivoluzionario che ha cambiato le regole del gioco musicale, cogliendo di sorpresa l’industria e diventando il manifesto definitivo della Generazione X. Grazie alla band di Kurt Cobain, Krist Novoselic e Dave Grohl, Seattle si trasformò nella capitale mondiale del nuovo rock, il Grunge diventò non solo il codice musicale degli anni ’90 ma una sorta di empirica filosofia di vita, oltre che uno stile. Secondo album in studio del gruppo statunitense, “Nevermind” è un esempio perfetto di capolavoro che intercetta lo spirito del tempo, dà voce a fermenti e tormenti, sposta in avanti gli orologi del tempo, trasforma gli elementi di riferimento in qualcosa di nuovo, chiude un’epoca e ne apre una nuova. Storica anche la copertina con il bambino di 4 mesi nudo immerso in piscina, Spencer Elden, che poi si fece rifotografare, a 17 anni, questa volta in bermuda, per la cover dell’edizione del ventennale.

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