CdM – Le sirene inglesi tentano Sarri, ma ADL è pronto ad un’offerta irrinunciabile

Sarri e De LaurentisL’edizione odierna del Corriere del Mezzogiorno fa il punto sulla situazione del rinnovo contrattuale di Sarri, sui dubbi del tecnico e intenzioni dell’allenatore: “Le sirene inglesi rappresentano una sfida altamente seduttiva e la possibilità di avere un contratto «importante» potrebbe non capitare anche il prossimo anno. Sarri per lungo tempo ha lavorato in banca, è esperto di quotazioni in borsa e le sue azioni oggi sono al massimo del loro valore. Sacrosanto, legittimo. E il campionato inglese è uno splendido orizzonte: Tottenham, Arsenal e Chelsea le panchine «libere» e che qualche sondaggio timido lo hanno pure già fatto. Ma per ora Sarri ha in testa Napoli e il Napoli. Ha in testa una chiacchierata da fare con De Laurentiis, ha bisogno di capire se e quante garanzie ci sarebbero per il prossimo ciclo. Vuole avere energie fresche e motivazioni. E i soldi, certo. A De Laurentiis è tutto fin troppo chiaro e l’offerta che gli farà p

Francia, l’ex presidente Nicolas Sarkozy fermato per finanziamenti illeciti dalla Libia

L’ex presidente dela repubblica francese Nicolas Sarkozy è stato fermato dalla polizia giudiziaria di Nanterre nell’ambito di un’indagine sul possibile finanziamento da parte della Libia della sua vittoriosa campagna presidenziale del 2007. Lo riferisce il quotidiano Le Monde. È la prima volta che Sarkozy viene interrogato su questo tema dall’apertura di un’indagine giudiziaria, nell’aprile 2013. Lo stato di fermo può durare fino a un massimo di 48 ore. Sarkozy potrebbe essere costretto a presentarsi davanti ai magistrati, al termine dei due giorni di custodia, per essere incriminato.

Il premier francese Edouard Philippe, intervistato questa mattina dai media francesi, ha detto di non voler fare «alcun commento» sul fermo di Nicolas Sarkozy nel quadro dell’inchiesta sui presunti soldi libici alla sua campagna presidenziale del 2007 ma ha evocato una «relazione intrisa di rispetto».

Al centro dell’inchiesta sui presunti finanziamenti dell’allora dittatore libico Muammar Gheddafi a Nicolas Sarkozy, ci sarebbero bustarelle per 5 milioni di euro in denaro contante. Dalla pubblicazione, nel maggio 2012, da parte del sito Mediapart, di un documento libico che evocava un presunto finanziamento di Gheddafi alla campagna presidenziale di Sarkozy, le indagini dei magistrati sono «molto progredite, rafforzando i sospetti che pesano sulla campagna dell’ex capo dello Stato», scrive Le Monde. Nel novembre 2016, durante le primarie dei Républicains, il faccendiere Ziad Takieddine dichiarò di aver trasportato 5 milioni di euro in contanti da Tripoli a Parigi tra fine 2006 e inizio 2007 prima di consegnarli a Claude Guéant, tra i fedelissimi dell’ex presidente, poi allo stesso Sarkozy.

Fonti vicine al dossier parlano di «indizi gravi e concordanti». Tra l’altro, la testimonianza di Takieddine risultò in linea con quella dell’ex direttore dell’intelligence militare libica, Abdallah Senoussi, il 20 settembre 2012, dinanzi alla procura generale del consiglio nazionale di transizione libico.
Martedì 20 Marzo 2018, 08:39 – Ultimo aggiornamento: 20-03-2018 16:11
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Salvini cede il Senato a FI per garantirsi la leadership

berlusconi e salvini«A Mattè, ma nun poi pensà de prenne l’incarico a premier e pure na presidenza. E noi che stamo a fa!». «Dici!». Non è ancora sceso a Roma per il suo primo giorno da senatore, ma la telefonata dell’arguto alleato dell’hinterland capitolino diventa per Matteo Salvini lo spartiacque tra il tatticismo dei giorni scorsi e la realtà. Dopo mesi di campagna elettorale il segretario delle felpe fatica ad indossare giacca e cravatta e ancor più a calarsi nel ruolo di leader di tutto il centrodestra. Depurate le scorie della campagna elettorale restano però i numeri con i quali confrontarsi in Parlamento per eleggere i presidenti delle Camere e magari anche per formare, dopo, un governo. Più che le sparate e i toni muscolari conta la politica e contano i pesi che ciascuna forza ha. Soprattutto conta – e a volte pesa – la volontà di essere riconosciuto leader politico del centrodestra, dopo aver battuto nelle urne l’invincibile Cavaliere di Arcore.

Terzigno, l’addio alla figlia del killer: «Amavo mamma, un giorno capirai»

Omicidio TerrzignoDa via dei Pini al piccolo capanno in muratura tra gli alberi di mandorlo di via Vicinale Mauro Vecchio non ci sono più di 800 metri. Ci ha messo poco, Pasquale Vitiello per arrivare sul suo scooter grigio dalla scuola elementare Boccia al Mauro a questa zona isolata. Dal colpo mortale sparato alla moglie Imma al colpo, sempre alla testa, che si è tirato con la pistola calibro 22 che si era procurato chissà come. In non più di una ventina di minuti si è consumato il dramma di Pasquale, vittima di una scelta maturata nella notte di domenica.
«Ha cenato con noi, domenica sera – racconta il padre Ciro, dipendente di un’agenzia locale della Bnl – Era tranquillo, appariva sereno».

Invece, lunedì mattina, Pasquale si è presentato fuori la scuola, dove Immacolata, insieme con la convivente del padre, aveva accompagnato la figlia di nove anni, e si è avvicinata alla moglie che stava per andar via sul suo Suv nero. Poche parole agitate, poi lo sparo. E la fuga verso la morte. Via Vicinale Mauro vecchio è una stradina laterale a corso Marconi. Quasi un viottolo poderale, devastato in alcuni tratti da spazzatura. Un luogo che Pasquale conosceva bene. Oltre una casa di due piani, dove era parcheggiato un camper bianco, c’è il casotto-deposito per attrezzi. Un posto sicuro per spararsi. I carabinieri della compagnia di Torre Annunziata hanno inseguito per tutta la notte le tracce del telefonino. Prima squillava a vuoto, poi si è spento per la batteria esaurita. I dati delle celle telefoniche hanno consentito di restringere l’area di ricerca.

Poi, la visione del motorino appoggiato a terra. E la scoperta alle otto di mattina. Attraverso l’ispezione esterna, il medico legale ha accertato che Pasquale è morto da 24 ore. Si è ucciso, subito dopo aver ucciso. «Mio fratello era una persona perbene, non era un violento» dice Annalisa, la sorella di Pasquale Vitiello.
Sul tavolo della cucina, nella casa di via Amati dove viveva con la moglie, Pasquale ha lasciato 20 lettere. Sono state subito sequestrate dai carabinieri e consegnate alla Procura di Nola, che coordina le indagini di un fascicolo che, dopo il suicidio di Pasquale, è destinato all’archiviazione. Scritte a penna, su fogli A4. Sono rivolte alla figlia, ad un amico, a se stesso. Frasi di dolore, e a tratti anche di rabbia per la scoperta che la moglie Imma aveva una relazione. Un uomo sentito due giorni fa come teste dai carabinieri.

«La separazione fa stare male, non va più bene» a se stesso. «Un giorno capirai quello che succede, quando ti farai grande» alla figlia. E poi, ancora frasi su una realtà che sembrava schiacciarlo, precipitata negli ultimi 15 giorni quando Imma era andata via da casa con la figlia, dopo un violento litigio con la suocera.

«Vivo una profonda ingiustizia e questo mi fa stare male perché voglio molto bene a tua madre» un’altra considerazione. E ancora: «Purtroppo, siamo arrivati a questo punto senza sapere neanche come, la separazione è una cosa che mi fa soffrire, che non si può accettare. Ho subito un torto, l’unica cosa è farsi giustizia da soli».
Dopo che Imma, il 4 marzo, si era trasferita a vivere a Boscoreale con il padre vedovo, che convive con una nuova compagna, Pasquale aveva visto la figlia 3-4 volte. Ricorda l’avvocato civilista Salvatore Annunziata, amico di famiglia che avrebbe dovuto seguire le pratiche per la separazione: «Abbiamo parlato in maniera serena, non ho mai avvertito rabbia nelle sue parole. Si è ipotizzato sempre una separazione consensuale, dove fossero chiarite le modalità per vedere la figlia. Avevamo fatto arrivare questa idea alla moglie, attraverso un conoscente. Ma non siamo andati più avanti di questo, anche perché c’era da capire le intenzioni della moglie dopo che era andata via da casa».

A Foggia la marcia di Libera con Don Ciotti

FoggiaAlmeno venticinquemila persone a Foggia sfidano la pioggia per celebrare la memoria delle vittime delle mafie. I loro nomi, 900 in tutto, vengono scanditi uno ad uno dal furgone rosso che guida il corteo, silenzioso e colorato, riparato da ombrelli e k-way. In testa i familiari delle vittime, che da decenni chiedono verità e giustizia, e il fondatore di Libera, don Luigi Ciotti.

Dopo dieci anni la Giornata della memoria e dell’impegno organizzata dall’associazione Libera, è tornata in Puglia, a Foggia, nella provincia che più delle altre in questo momento storico sembra tenuta sotto scacco dai clan, “per raccontare le mafie del Foggiano e la loro radicata pericolosità”.

“Terra, solchi di verità e giustizia” il titolo della giornata che, oltre a Foggia, si svolge in migliaia di altri luoghi della memoria e dell’impegno in tutto il Paese. Alle 9 il corteo parte verso piazza Cavour, dove alle 11 viene data lettura dei nomi delle vittime di mafia, alla presenza di familiari che arriveranno da ogni parte d’Italia.

“Qui piove ma oggi c’è lo stesso la primavera: ci sono migliaia e migliaia di giovani, adulti e associazioni che stanno camminando insieme” ha dichiarato don Ciotti. “Il cambiamento – ha rilevato – ha bisogno di tutti. Noi lo chiediamo alla politica, alle istituzioni, ma dobbiamo chiederlo anche a noi come cittadini: abbiamo bisogno di cittadini responsabili – ha concluso – non di cittadini a intermittenza a seconda delle emozioni e dei momenti”.

“Nella Giornata dell’Impegno e della Memoria in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, desidero riaffermare la mia vicinanza a quanti, con passione civile e profondo senso di solidarietà, sono riuniti a Foggia e in tante altre città per testimoniare come il cuore dell’Italia sia con chi cerca verità e giustizia, con chi rifiuta la violenza e l’intimidazione, con chi vuole costruire una vita sociale libera dal giogo criminale”. Lo afferma il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in una nota.

Alla marcia partecipano anche migliaia di studenti. “Oggi, 21 marzo, noi studenti e studentesse saremo in piazza in decine di migliaia a Foggia e in tutta Italia”, ha dichiarato Martina Carpani, coordinatrice

nazionale della Rete della Conoscenza.

L’ultimo nome inserito nell’elenco degli innocenti assassinati è quello di Annarosa Tarantino, l’84enne uccisa casualmente in un agguato organizzato per un esponente di un clan il 30 dicembre scorso nel centro storico di Bitonto.

Referendum: giudice rischia trasferimento Da Legnini anche atti a pg Cassazione per sue frasi su Fb

Il Comitato di presidenza del Csm – a quanto si è appreso – ha investito il pg della Cassazione, titolare dell’azione disciplinare, del caso del presidente del Tribunale di Bologna, Francesco Caruso, che su facebook aveva definito la riforma costituzionale fondata su “corruzione” e “clientelismo”. Il vertice del Csm ha anche inviato l’articolo alla Prima commissione perché valuti se ci sono gli estremi per un eventuale trasferimento d’ufficio per incompatibilità funzionale.

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Caritas: la povertà aumenta col diminuire dell’età Rapporto 2016, la crisi del lavoro penalizza giovani e giovanissimi

Il vecchio modello italiano di povertà, che vedeva gli anziani più indigenti, non è più valido: oggi la povertà assoluta risulta inversamente proporzionale all’età, cioè diminuisce all’aumentare di quest’ultima. Lo rivela il Rapporto 2016 della Caritas su povertà ed esclusione sociale. La persistente crisi del lavoro ha infatti penalizzato e sta ancora penalizzando soprattutto i giovani e giovanissimi in cerca di di occupazione e gli adulti rimasti senza impiego.

Secondo il rapporto, inoltre, sono soprattutto gli stranieri a chiedere aiuto ai Centri di Ascolto della Caritas, ma per la prima volta, nel 2015, al Sud la percentuale degli italiani ha superato di gran lunga quella degli immigrati. Se a livello nazionale il peso degli stranieri continua a essere maggioritario (57,2%), nel Mezzogiorno gli italiani hanno fatto il ‘sorpasso’ e sono al 66,6%. I centri Caritas sono 1.649, dislocati su 173 diocesi.

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Blitz dei carabinieri nella Terra dei Fuochi, sospese attività 34 aziende Scoperti depositi rifiuti speciali e pericolosi

Depositi di rifiuti speciali e pericolosi sono stati scoperti dai carabinieri nel corso di un blitz della Terra dei Fuochi durante il quale sono state denunciate 69 persone e sospese le attività di 34 aziende.

Nel corso dell’operazione, tra Napoli e Caserta, è stato scoperto anche che gli olii esausti delle officine meccaniche e le acque reflue degli autolavaggi e di attività per la lavorazione di pellame finivano direttamente nelle fogne. I fumi e le esalazioni pericolose delle autocarrozzerie, inoltre, venivano rilasciati nell’atmosfera senza alcuna protezione e autorizzazione. Trovate, tra l’altro, anche 3000 gomme usurate, depositate in maniera incontrollata, e centinaia di sacchi contenenti scarti di lavorazioni tessili, tenuti a deposito negli spazi delle aziende, in attesa, sostengono i militari, di smaltimento irregolare.

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Poletti difende i voucher. Camusso attacca: “Scarsi risultati” Il ministro del Lavoro: siamo pronti a rimettere mano sulla materia. La leader della Cgil: oggi ancora più precari

“Siamo pronti a rimettere mano sulla materia dei voucher”. Lo ha detto a Venezia il ministro del Lavoro Giuliano Poletti nell’ambito della 66/a Giornata Nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro. “Come sempre noi facciamo le nostre scelte, cerchiamo di fare in modo che le cose vadano come devono andare, controlliamo gli esiti – ha aggiunto – se il risultato è quello che ci aspettiamo bene, qualora questo dovesse non essere rimetteremo mano sulla materia”. Il ministro ha anche ricordato che “i voucher sono già cambiati in termini di tracciabilità, quindi questo è il primo intervento che è stato realizzato, così come è stato definito più puntualmente il loro utilizzo in agricoltura”.

Camusso, voucher non ha portato grandi risultati – E’ negativo il giudizio del segretario della Cgil, Susanna Camusso, sull’incentivo del governo per i vaoucer. “Il primo risultato che possiamo valutare – ha replicato al ministro Poletti – è che c’è stata un’esplosione di una forma, quella dei voucher, che è ancora più precaria di quelle che si volevano contrastare perchè si può vantare sì un risultato che riguarda una parte di stabilizzazione delle collaborazioni ma bisognerebbe anche parlare delle centinaia di migliaia di persone che oggi hanno un voucher o un voucher che li porta verso il lavoro nero e l’assenza di protezione”. “Quindi non mi pare – ha concluso – che si possano vantare grandi risultati”.

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Mondiali 2018. Macedonia-Italia 2-3 Vantaggio con Belotti nei primi 45 minuti. Nel secondo tempo due errori consecutivi favoriscono l’1-2 dei macedoni poi una doppietta di Immobile ci dà i 3 punti. Italia e Spagna comandano il Gruppo G

L’Italia ha battuto la Macedonia per 3-2 in una partita del gruppo G delle qualificazioni mondiali. Azzurri in vantaggio con Belotti al 24′ pt, poi però i padroni di casa capovolgono la situazione con le reti di Nestorovski al 12′ st e Hasani due minuti dopo. La squadra di Ventura accusa il colpo, poi però ci pensa Immobile, che realizza una doppietta al 30′ e 47′ st. Ora gli azzurri sono al comando del loro girone, con 7 punti in 3 partite e alla pari con la Spagna che ha vinto 2-0 in casa dell’Albania con i gol di Diego Costa e Nolito. Nel prossimo turno, il 12 novembre, l’Italia giocherà sul campo del Liechtenstein mentre gli spagnoli se la vedranno con i macedoni. Sempre oggi, Israele ha vinto di misura, 2-1, con il Liechtenstein.

Ventura, 99% errori di superficialità

Belotti, tanta paura ma 3 punti col cuore

Immobile, adesso siamo sulla strada giusta – “Nel secondo tempo siamo scesi in campo un po’ molli, una volta subito il pari non abbiamo saputo reagire ma poi l’abbiamo fatto sul 2-1. Su questi campi non puoi sbagliare niente, o ti ‘mangiano'”. Così Ciro Immobile intervistato da RaiSport, subito dopo la fine di Macedonia-Italia, in cui l’attaccante azzurro ha segnato una doppietta. “Vincere era importante per il gruppo, per il mister e per il lavoro fatto in settimana – aggiunge Immobile -. Oggi abbiamo fatto un bel primo tempo, dopo il secondo con la Spagna, Peccato solo per quei minuti di appannamento dopo il secondo gol dei macedoni. Comunque siamo sulla strada giusta, e con la cattiveria che ci vuole”. Ora in nazionale, dopo queste due reti, si sente un titolare? “Qui mi sento importante – risponde -. E’ bello sentire la fiducia del tecnico e dei compagni, sono cose che ti fanno essere felice di essere in questo gruppo. Adesso c’è da conquistare questo posto per la Russia”.

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Le azioni dei gol
2-3: al 46′ st Candreva pennella verso il secondo palo per la testa di Immobile, che da pochi passi mette dentro.
2-2: al 30′ st Candreva dalla destra dell’area, rasoterra in mezzo che trova Immobile pronto alla deviazione in rete.
2-1: al 14′ st errore di Bernardeschi, scatta il contropiede macedone concluso da Hasami con un destro a fil di palo.
1-1: al 12′ st Nestorovski approfitta di un retropassaggio errato di Verratti, arriva in area e firma il pareggio.
Fine primo tempo – Gli azzurri non convincono e concedono molte occasioni, traversa di Nestorovski 18′.
0-1: il gol al 24′ del primo tempo: corner dalla sinistra, Belotti liberissimo irrompe sul primo palo e insacca con un tocco al volo.
Tavecchio “Pellè? Decisione dura, ma inevitabile” – ”Non sapevo i termini, non mi occupo di labiali, mi ha spiegato tutto Oriali e sentite le frasi non si poteva non considerare la gravità delle parole”. A poche ore da Macedonia-Italia il presidente della Figc, Carlo Tavecchio, torna ai microfoni di Sky sulla vicenda dell’allontanamento dalla Nazionale di Graziano Pellè. ”E’ stata dura prendere una decisione di questo tipo, bisogna essere onesti, ma era inevitabile. C’era anche un atteggiamento estetico che è andato in mondovisione, era inevitabile”. Poi Tavecchio respinge ogni scetticismo sul nuovo Ct Giampiero Ventura: ”lasciamolo lavorare, e’ una grande persona, molto seria, sono sempre straconvinto della scelta. Se ci avessero detto che avremmo pareggiato con la Spagna saremmo stati contenti e poi abbiamo rischiato di vincere”. Chiusura sul match di stasera: ”la partita è difficile, spero che l’esperimento in attacco (con la coppia Immobile-Belotti, ndr) vada bene”.

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